ENERGIA E TLC
16 marzo 2001
Infostrada all'Enel con sconto del 25%

Ieri il via libera del cda di Mannesmann, controllata dal gruppo Vodafone. Oggi l'ok dal cda dell'Enel, appositamente convocato d'urgenza. Domani, o forse addirittura nella serata di oggi, l'annuncio ufficiale: è fatta. Vodafone cede Infostrada all'Enel, che la fonderà con Wind, per una cifra attorno ai 16.500 miliardi di lire, con uno sconto vicino al 25% rispetto al prezzo che era stato definito in via transitoria nel preaccordo dell'11 ottobre scorso.
"Una soluzione equilibrata" mormorano le parti. I 22mila miliardi erano oggettivamente troppi, considerando la revisione al ribasso che negli ultimi sei mesi ha colpito gli indici di valutazione delle principali società telefoniche internazionali spingendo giù i titoli in Borsa. E in più andava riconosciuto all'Enel l'onere aggiuntivo, e quindi il diverso parametro di convenienza per l'operazione, determinato dalla delibera Antitrust che ha condizionato l'allargamento dell'impegno nelle tlc ad una ulteriore dismissione di centrali elettriche per 5.500 megawatt di capacità produttiva.
Le ultime limature al nuovo contratto sono state date dalle parti, ieri sera, direttamente nella sede romana della "Gianni, Origoni Linklaters Alliance", il consulente che assiste Vodafone nell'operazione. Se dovesse essere confermata la bozza di massima già esaminata dal cda di Mannesmann martedì scorso il contratto finale confermerebbe sostanzialmente, a parte le cifre in gioco, lo schema già definito a ottobre.
Circa metà della cifra concordata dovrebbe essere corrisposta cash a Vodafone, il resto in obbligazioni garantite che saranno emesse in due tranche. La prima, per circa 3.500 miliardi di lire, corrisponderebbe ad obbligazioni a un anno non quotate. La seconda, per circa 5mila miliardi, ad obbligazioni a tre anni quotate. Il tutto con due elementi accessori che rendono però difficile la stima "alla lira" del valore totale dell'operazione: una componente di prezzo sarebbe infatti legata all'assunzione dell'indebitamento mentre una parte del corrispettivo globale sarà in ogni caso parametrata a un indice legato all'andamento del mercato azionario da qui a fine anno, che potrebbe determinare un'oscillazione fino a mille miliardi di lire.
I tecnici hanno lavorato duramente. Ma l'accordo c'è, e gli artefici dell'operazione pensano già al dopo. Vodafone finanzierà, con l'incasso, la serratissima campagna acquisti con cui sta consolidando la sua supremazia mondiale nella telefonia mobile disimpegnandosi parallelamente in quella fissa. Enel, e il suo socio France Telecom in Wind, già arrotano le armi. Su un doppio versante: legale e strategico-industriale. Entro la prossima settimana l'Enel presenterà quasi certamente un ricorso al Tar del Lazio sulla delibera Antitrust che condiziona il rafforzamento Enel nelle tlc con l'ulteriore vendita di centrali. E intanto partiranno, immediatamente, i grandi lavori per integrare Wind e Infostrada creando "New Wind" (il nome è ancora oggetto di verifica).
"Siamo pronti per completare l'integrazione in 45 giorni al massimo" prometteva due settimane fa Tommaso Pompei, l'amministratore delegato di Wind che quasi certamente guiderà anche il nuovo colosso che si proporrà come principale concorrente all'ex monopolista Telecom Italia, esibendo un fatturato aggregato 2000 superiore ai 5mila miliardi con 12,5 milioni di clienti all'insegna della convergenza totale tra fisso, mobile e Internet.
"L'impegno rimane quello di quotare almeno il 25% della nuova società a Piazza Affari entro l'anno" ripeteva Pompei delineando già le modalità tecniche dell'operazione, da attuare "in parte con un aumento di capitale e in parte con la cessione di quote detenute dall'Enel". La spa elettrica dovrebbe ribilanciare anche in questo modo il maggior peso acquisito in New Wind rispetto a France Telecom con l'acquisizione diretta di Infostrada (che fa immediatamente passare l'Enel dal 56,6% a circa il 74%).