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Borsa: Europa parte in calo, a Milano (-0,5%) si sgonfia Banca Generali (RCO)

Titolo in asta di volatilita' a teorico -6,8% (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 03 ott - Le Borse europee continuano a perdere quota, nonostante abbiano appena archiviato un mese di settembre in pesante perdita. Del resto le prospettive di una frenata dell'economia, provocata anche dal caro-bollette, e le preoccupazioni per l'escalation della guerra in Ucraina (oggi la Duma ratifichera' l'esito dei referendum in Dombass, che pero' non sono riconosciuti dalla comunita' internazionale) continuano a incoraggiare un atteggiamento cauto. Cosi' sulle prime battute Francoforte e Parigi, dopo aver perso oltre l'1%, arretrano dello 0,99%.

Madrid va giu' dello 0,4%, Amsterdam dello 0,7%. Londra registra un -0,7%, dopo il dietrofront del governo sul taglio alle tasse annunciato solamente dieci giorni fa. Milano, che la scorsa settimana ha perso il 2%, e' arrivata a cedere l'1,4% e poi ha ridotto allo 0,5%. Lo spread e' in area 245 punti, mentre il rendimento dei Btp a dieci anni e' pari al 4,52%, dopo i picchi dei giorni scorsi sopra il 4,8%.

Venerdi' a mercati chiusi Moody's ha confermato il giudizio sull'Italia.

A Piazza Affari Banca Generali e' entrata in asta di volatilita' con un calo teorico del 6,8%. Venerdi' scorso, pero', le azioni erano volate quasi del 20% sulle voci di cessione da parte di Generali (-0,39%). In pole position per la societa' di gestione del risparmio ci sarebbe Mediobanca (-0,7%). Il Leone di Trieste potrebbe procedere alla vendita di Banca Generali per finanziare una mega-operazione negli States con l'asset manager Guggenheim. Il rialzo del valore del greggio sostiene le azioni oil: Eni sale dello 0,9%, Tenaris del 2,6%, Saipem dell'1,6%. Cede oltre il 3% Banca Mps, mentre e' scattato il conto alla rovescia per l'aumento di capitale.

Sul valutario, l'euro vale 0,98075 dollari (0,9797 venerdi' in chiusura) e 142,13 yen (141,71), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 144,87 (144,69). La sterlina, sotto la lente in questi giorni, vale 1,1210 dollari (1,1144) e scambia a 0,8751 euro (0,8791). Dopo la frenata di venerdi', sale il prezzo del petrolio: il Wti, contratto di novembre, passa di mano a 82,34 dollari al barile (+3,6%), sull'ipotesi che l'Opec possa varare un taglio della produzione. In calo dell'4,7% a 179,9 euro per megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.

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(RADIOCOR) 03-10-22 09:37:31 (0191)NEWS,ENE,PA,ASS 3 NNNN

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