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### Scuola: Avvisati (Ocse), risultati Italia preoccupanti, livellamento verso basso - INTERVISTA


Con scarse capacita' di lettura critica, ragazzi manipolabili (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 03 dic - Sono 'dati preoccupanti sullo stato dell'istruzione in Italia'. E' il commento ai risultati dei test Pisa di Francesco Avvisati, l'economista dell'Ocse tra gli autori del mega-rapporto sull'apprendimento e le competenze dei 15enni in 79 Paesi ed economie del mondo. 'La buona notizia e' che i ragazzi italiani raggiungono un livello sufficiente in matematica, mentre in scienze la preparazione, o forse la capacita' di usare le conoscenze acquisite per interpretare il mondo reale, e' diminuita, soprattutto tra i migliori. Sembra essersi ridotta la capacita' di comprendere fenomeni complessi e dai dati sulla lettura, di comprensione del testo, emerge una difficolta' a esercitare il proprio giudizio', riassume Avvisati in un colloquio con Radiocor. In lettura, rileva, sono diminuite piu' le competenze delle ragazze che dei ragazzi e 'si assiste cosi' a un livellamento verso il basso, visto che in passato le ragazze andavano decisamente meglio dei loro coetanei'. Anche in scienze 'c'e' un livellamento verso il basso, perche' ad essere peggiorati sono soprattutto i migliori allievi, quindi le competenze piu' complesse sono quelle che meno vengono sviluppate'. I rapidi cambiamenti anche tecnologici in atto 'richiederebbero competenze scientifiche diffuse e la capacita' di usare in maniera critica l'informazione. In Italia, il livello di preparazione scientifica e la capacita' di comprensione del testo non solo sono basse, ma sono diminuite negli ultimi anni', puntualizza l'economista. Un Paese, insomma, che non regge il rapido passo dei tempi e in cui risultati dei test 2018 annullano i timidi segnali di miglioramento che c'erano stati in passato, con l'eccezione della prova di matematica. Il ritardo italiano rispetto alle medie internazionali, comunque, non e' un problema di un particolare tipo di indirizzo di studi o dell'istruzione superiore in generale. I test valutano 'una preparazione cumulativa, dalle scuole elementari alle superiori, non e' il problema dei licei o degli istituti tecnici. E' tutta la carriera scolastica che ha contribuito a risultati complessivamente mediocri'. Cosa e' cambiato? 'Non si dovrebbe andare a vedere l'ultima riforma, o quella prima, per cercare spiegazioni. Vanno visti gli ultimi 10 anni, cioe' da quando gli attuali 15enni sono entrati a scuola e non influisce solo quello che i ragazzi hanno incontrato nella scuola, anche quello che c'e' fuori della scuola, nelle famiglie e nella societa'', risponde Avvisati. Nelle famiglie dai sondaggi Pisa emerge che la priorita' numero uno non e' quella di accertarsi che la scuola fornisca buone competenze, ma si cerca piuttosto che sia un posto sicuro, 'ci si basa molto sul sentito dire, sulla reputazione o su aspetti sociali'. Non sembra particolarmente diffusa la cultura di guardare alla scuola come istituzione in cui si va per imparare delle competenze, per svilupparsi. Il fatto che oltre la meta' degli studenti italiani salti scuola con facilita' la dice lunga. 'In Italia i ragazzi che saltano le lezioni sono 6 su 10. In Germania e Francia uno su 6, se poi si guardano i Paesi asiatici, che sono i primi al mondo per la preparazione degli studenti, sono uno o due su 100', sottolinea l'economista. Ad essere particolarmente preoccupante e rischioso e' il calo di competenza di lettura che si accompagna con il calo della lettura in se'. 'I giovani che leggono giornali o fanno letture cartacee sono diminuiti moltissimo rispetto a nove anni fa. Leggono i social network senza avere la capacita' critica per distinguere tra fonti di qualita' e fonti di dubbia qualita', mentre questa disintermediazione richiederebbe capacita' di lettura piu' alte e complesse per valutare le fonti, capire se sono parziali. Giovani cosi', con scarse capacita' di lettura critica sono abbastanza manipolabili', sottolinea Avvisati. Insomma, non bastano i 140 caratteri di Twitter o i meme di Instagram per fare esercizio di lettura. Il fatto che matematica sia la materia in cui gli studenti italiani si salvano, mentre in passato era quella in cui andavano peggio, mostra, pero' ,che si puo' migliorare. All'interno del Paese si potrebbe seguire l'esempio delle scuole che vanno meglio nei test, e' il suggerimento dell'economista. 'Si puo' approfondire perche' alcune scuole vanno meglio e dove sono le difficolta'. Bisognerebbe fare sistema, capire le criticita', ma vedere anche chi sa fare bene e trasferire queste esperienze altrove, all'interno del sistema'. Poi si puo' guardare fuori dal sistema italiano, ispirarsi ad altri Paesi, quelli che grazie alle riforme hanno migliorato l'apprendimento dei loro studenti. Il Portogallo, l'unico Paese Ocse ad avere risultati costantemente migliori in tutte e tre le materie nelle ultime tornate di test, 'ha ristrutturato in maniera abbastanza decisa la sua offerta formativa e adesso ha continui miglioramenti in Pisa'. La Svezia, che ha avuto un calo drammatico nella preparazione degli studenti rispetto negli anni 90, 'si sta rapidamente riprendendo, perche' e' diventata una priorita' non solo degli addetti ai lavori, degli insegnanti, ma anche di tutto il Paese, e' stata una priorita' nell'ultima campagna elettorale'. Un'altra latitudine a tutti gli effetti. In Italia, invece, - e' la conclusione - manca 'una discussione sul futuro del Paese a partire dai ragazzi, su cosa viene trasmesso, sul futuro per cui li stiamo preparando. La rivalutazione del ruolo degli insegnanti passa anche dalla rivalutazione della funzione della scuola che metta gli studenti al centro'.

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(RADIOCOR) 03-12-19 10:04:58 (0186) 3 NNNN

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