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###Vertice Ue: partita 'price cap' gas non si chiude, 10 giorni per un accordo - FOCUS

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Praga, 7 ott - I capi di stato e governo della Ue non hanno preso decisioni, ma questo era atteso. Non lo hanno fatto non tanto perche' di per se' un Consiglio Europeo informale non ne puo' prendere (la forma conta nelle istituzioni), ma effettivamente perche' la scelta di definire un tetto al prezzo del gas per ridurre i prezzi dell'elettricita' divide ancora i Ventisette. Il messaggio che gli esponenti UE e molti dei leader, al termine della riunione, e' stato pero' abbastanza univoco: occorrono scelte comuni, la risposta al caro energia deve avere un forte ancoraggio europeo. Tuttavia, quando si entra nel dettaglio, l'accordo e' risultato finora impossibile: giocano la diversa esposizione alle importazioni di energia, il diverso mix energetico di ogni paese, il peso delle rispettive produzioni nazionali, il grado di dipendenza anche dalla Russia: il fatto che l'importazione di gas russo si sta rarefacendo non vuol dire che il problema per molti paesi si sia risolto da solo, basti pensare ai paesi dell'Est europeo ancora fortemente esposti a quell'import (per di piu' senza sbocchi al mare). Ma pesano anche approcci politici diversi: dietro lo stop tedesco, olandese, danese o lussemburghese al 'price cap' generalizzato chiesto da tempo da 15 paesi tra cui l'Italia (capofila del fronte) e la Francia, c'e' la convinzione che bloccare la logica del mercato con interventi radicali sulla determinazione dei prezzi sia controproducente per la sicurezza delle forniture. L'economia e' in uno stato di guerra, ma non se ne prende atto.

Su questo punto le discussioni sono ferme da settimane. Di un intervento europeo sui prezzi del gas, sulla necessita' o meno di riformare il mercato dell'elettricita' per slegare i prezzi dal quelli del gas si parla da mesi senza arrivare a una conclusione. Bruxelles sulla riforma del mercato elettrico ha frenato con molta forza. Sul 'price cap' geenralizzato pure. Adesso, con la recessione probabilmente non lontana, secondo l'Ocse sicura in Germania, e con il rischio di proteste sociali in giro per l'Europa, una situazione che rafforzerebbe approcci nazionalisti e populisti, e' sempre piu' evidente che aver perso tempo e' stato un grave errore. Il fatto che, secondo quanto indicato da fonti UE, il premier Draghi abbia criticato la presidente della Commissione per la sua reticenza a presentare una proposta sul 'price cap', la dice lunga sulla tensione del dibattito e sulla preoccupazione per il tempo perso. Solo negli ultimi giorni, la Commissione e' corsa ai ripari: i principi indicati nella lettera presentata ai leader poco prima della riunione nella capitale ceca viene considerata una base di discussione, tuttavia il malumore resta.

Bruxelles e' rimasta troppo schiacciata sulle posizioni di Berlino troppo a lungo.

Ora si cerchera' di fare in fretta: all'inizio della prossima settimana si riuniranno di nuovo i ministri dell'energia, la Commissione partecipera' a pieno titolo al confronto e tocchera' a loro trovare con la Commissione i fili di una proposta. Per la riunione del Consiglio Europeo il 20-21 di questo mese dovra' essere pronta una proposta precisa: e' questo il mandato dei Ventisette a von der Leyen. Chiaro che non potra' arrivare il giorno prima del vertice.

Antonio Pollio Salimbeni - Aps

(RADIOCOR) 07-10-22 19:55:40 (0581)ENE,EURO 3 NNNN

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