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Mercati: Jk Capital Management, da sanzioni Usa impatto limitato su Cina


Parla a Radiocor il Ceo e fondatore Fabrice Jacob (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 10 ott - 'La guerra commerciale Usa-Cina per il momento ha avuto un impatto molto limitato sull'economia cinese e se Washington dara' il via a sanzioni su ulteriori merci cinesi per 160 miliardi di dollari - in questo caso quasi tutti prodotti di elettronica - saranno i consumatori americani a pagare il prezzo. Per questo e' improbabile che questo nuovo round di sanzioni veda mai la luce anche perche' l'economia americana sta gia' dando ora segnali di rallentamento e non servono certo misure che possano andare a impattare i consumi'. Lo ha detto parlando con Radiocor Fabrice Jacob, fondatore e ceo di Jk Capital Management, societa' di gestione patrimoniale basata a Hong Kong affiliata a La Francaise Group, asset manager con 68 miliardi di euro in gestione. 'I dazi punitivi americani - ha aggiunto Jacob - colpiscono i prodotti finiti e la Cina riesce a eluderli in gran parte perche' non esporta direttamente i prodotti verso gli Usa ma li fa assemblare in altri stati come la Cambogia e il Vietnam. E' per questa ragione che a giugno gli Stati Uniti hanno deciso di imporre dazi punitivi sull'acciaio esportato dal Vietnam e altri paesi ma l'impatto reale sull'economia cinese per ora e' stato molto limitato, pari allo 0,2% del pil circa'. Quello che sta avvenendo in Cina, ha aggiunto Jacob, e' un preciso disegno da parte della banca centrale di pilotare un 'soft landing' e per i prossimi anni dobbiamo attenderci una crescita sotto il 6% ma con una maggiore spinta da parte dei consumi interni e meno delle esportazioni. Del resto, ha sottolineato, il bilancio delle partite correnti e' gia' ora positivo solo per circa mezzo punto percentuale di pil mentre una decina di anni fa si era oltre il 10%. Questo significa anche che lo yuan e' prezzato correttamente dai mercati valutari e non e' tenuto artificialmente basso dalle autorita' di Pechino. Dopo decenni di crescita esplosiva, la Cina si avvia dunque a entrare stabilmente in una nuova fase della propria storia economica e tutto questo sta avvenendo senza grandi traumi. La banca centrale, ha osservato Jacob, non ha al momento alcuna intenzione di far ricorso ad alcuno degli strumenti di politica monetaria utilizzati ad esempio in Europa o Stati Uniti per il semplice motivo che non ve ne e' bisogno e che si preferisce tenere l'arsenale intatto per quando ve ne sara' davvero necessita'. 'L'unico strumento su cui la Pboc fa leva - ha detto - sono i requisiti di riserve obbligatorie per le banche che in qualche modo regolano i flussi di credito all'economia. Ma per il resto il sistema procede speditamente senza il bisogno di interventi di sostegno'. In quest'ottica Jk Capital guarda soprattutto alle imprese interessate dalle riforme varate dal governo cinese, ad esempio nel comparto dell'healthcare. Non preoccupa invece in un orizzonte macro la situazione in Hong Kong. 'La situazione locale e' complessa e non di facile soluzione - ha detto Sabrina Ren, portfolio manager del gruppo - ma l'incidenza dell'economia di Hong Kong sull'economia cinese si e' ridotta considerevolmente e dunque il problema e' piu' di carattere politico e sociale che non economico'.

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(RADIOCOR) 10-10-19 19:27:07 (0607) 3 NNNN

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