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### Del Vecchio: una vita al centro dell'impresa e della finanza italiane

Essilux, il no su Autostrade e i dossier Mediobanca-Generali (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 27 giu - 'Tutto e' partito dalla mia paura di avere un futuro condizionato dagli altri, ho sempre odiato la dipendenza da altri: ho preferito il poco, magari subito o presto, ma che fosse determinato da me'. E' tutta in questa frase la filosofia di vita di Leonardo Del Vecchio, uno dei piu' brillanti imprenditori del nostro Paese, mancato all'eta' di 87 anni. Una filosofia che - e' storia nota - lo ha portato dall'orfanotrofio dei Martinitt a diventare uno degli uomini piu' ricchi d'Italia, con un patrimonio oggi stimato in quasi 30 miliardi, a costruire passo dopo passo il primo gruppo di occhialeria al mondo (Essilux) e, negli ultimi anni, a tentare di sparigliare le carte in due presidi storici della finanza italiana, ovvero Generali e Mediobanca. Sul Leone il primo tentativo era andato a vuoto nell'assemblea di fine aprile, ma Del Vecchio - sulla stessa lunghezza d'onda di Francesco Gaetano Caltagirone - non meditava certo di gettare la spugna, anzi. Su Piazzetta Cuccia - tutto sarebbe partito dal rifiuto opposto alla sua donazione da 500 milioni per il nuovo Ieo - la vera battaglia doveva ancora iniziare.

'Sono arrivato ad Agordo come terzista, come fornitore di parti alle varie occhialerie, non avrei mai immaginato di giungere a questo punto', ripeteva spesso Del Vecchio, la cui piu' grande preoccupazione non e' mai stata la successione - 'al punto in cui siamo, dobbiamo solamente gestire la crescita, anche dopo di me ci sara' chi fara' il bene dell'azienda' - ma il fatto che 'domani capiti una crisi e vedere i miei dipendenti, che sono stati sempre una leva importante per la crescita, avere dei problemi'. 'Col proprio lavoro si arriva fino a un certo punto, poi serve il supporto dei propri collaboratori', faceva anche notare. E a chi gli chiedeva se l'enorme patrimonio accumulato non fosse motivo sufficiente per smettere di lavorare e godersi la vita, rispondeva: 'Mi diverto ancora, con i miei collaboratori, manager e dipendenti siamo una famiglia. Potro' lasciarli solo quando saro' vecchio'. In realta' non lo ha mai fatto, neppure quando - col rimpianto di avere dedicato poco tempo alla famiglia, in tutto tre mogli e sei figli - aveva deciso di allentare la presa, assumendo Andrea Guerra dalla Indesit.

Del Vecchio si penti' infatti quasi subito del passo indietro e torno' sulla tolda di comando portando Luxottica nel 2017 alla fusione con la francese Essilor, forse una delle poche operazioni Italia-Francia in cui la bilancia della governance pende oggi dalla parte tricolore. 'Luxottica non mi ha mai dato rimpianti, un rimpianto ce l'ho quando vedo qualcuno per strada che non ha i nostri occhiali', commentava con i suoi collaboratori l'ex garzone diventato re. "E se sono riuscito a costruire tutto questo - aggiungeva - e' perche' non mi sono accontentato di un appartamento al mare a Jesolo come altri imprenditori dei miei tempi'.

Principale azionista del gruppo immobiliare Covivio, anch'esso nato da una fusione italo-francese (Beni Stabili-Fonciere des Regions), Del Vecchio realizzo' - pochi ricordano - anche una ricchissima plusvalenza acquistando nel 1995, in cordata con i Benetton, i supermercati Gs e Autogrill, nell'ambito della privatizzazione della Sme, e rivendendo la stessa Gs ai francesi di Carrefour cinque anni dopo. Visto l'ottimo risultato, i Benetton qualche anno dopo proposero a Del Vecchio anche l'operazione Autostrade, ma lui declino': pur privatizzata - spiego' - il cordone ombelicale col pubblico non verra' mai reciso completamente. Parole che oltre 20 anni dopo suonano di straordinaria attualita'.

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(RADIOCOR) 27-06-22 13:01:27 (0297)NEWS,INF,ASS 3 NNNN

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