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Borsa: UniCredit affonda (-5%) su dubbi Mustier e piega Milano (-1,3%)


(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 30 nov - Dopo i fuochi d'artificio di novembre - periodo in cui le Borse mondiali hanno guadagnato come mai nella loro storia - i mercati europei si prendono una pausa sul finale e chiudono l'ultima seduta del mese arretrando leggermente, mentre a Milano tiene banco il futuro di UniCredit, che scivola del 5% trascinando al ribasso l'intero indice. Una frenata che non intacca il periodo d'oro dei listini innescato, nel pieno della seconda andata, dai progressi sul vaccino, la cui somministrazione potrebbe iniziare a breve. La speranza di un rapido ritorno alla normalita' ha messo di ottimo umore gli investitori, con l'indice MSCI World salito del 13% a novembre e il Dow Jones avviato verso il suo miglior mese dal 1987. A dimostrazione di quanto i tempi del vaccino siano stretti, Moderna ha confermato che la sua cura anti-Covid e' efficace al 94,1%, chiedendo l'autorizzazione in Usa ed Europa. Nell'ultima seduta del mese, pero', a frenare il Ftse Mib (-1,3%) sono state le banche e le tensioni al vertice dell'istituto di piazza Gae Aulenti. Il nodo sono le incertezze innescate dalla discussione tra i consiglieri sulla futura governance, inclusa la posizione dell'attuale ceo Jean Pierre Mustier e, a cascata, il possibile matrimonio con Mps (+3%). Per molti analisti l'eventuale uscita del ceo aumenterebbe le chance di un'acquisizione del Monte dei Paschi e il mercato, almeno per ora, non sembra aver gradito.

A Piazza Affari arretrano anche le altre banche, come Bper (-3%), mentre la debolezza del petrolio si riflette su Tenaris (-3,3%). Dall'altra parte dell'indice la migliore e' Pirelli (+3,6%) dopo l'upgrade di Intesa Sanpaolo, che ha portato la valutazione del titolo da "add" a "buy". Sul fronte valutario, l'euro si rafforza e vale 1,1952 dollari (contro 1,1922 venerdi' in chiusura) e 124,713 yen (124,23), mentre il dollaro-yen vale 104,331. I dubbi su un accordo tra i Paesi dell'Opec+ per un'estensione al primo trimestre 2021 dei tagli alla produzione, infine, pesano sul greggio: il Wti di gennaio e' scambiato a 45,1 dollari (-0,9%) e il Brent a.

47,7 dollari (-1,1 per cento). Enr-

(RADIOCOR) 30-11-20 17:43:29 (0543)NEWS,ENE,PA,ASS 3 NNNN

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