Osservatorio PNRR

Il monitoraggio del Sole 24 Ore sullo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza. I risultati saranno presentati al Festival dell’Economia di Trento dal 2 al 5 giugno 2022

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  • 26 febbraio 2022
    • (AFP)

      Italia

      Osservatorio Pnrr: ecco tutti gli importi dei piani europei di ripresa

      In totale sono 503,62 i miliardi per i Piani di ripresa e resilienza dei Paesi Ue. Nel complesso le risorse messe a disposizione dell'Italia sono ingenti: 191,5 miliardi. In termini di contributi a fondo perduto l'Italia è il secondo Paese, preceduta dalla Spagna e seguita da Francia con 40,9 miliardi. Solo l'Olanda non ha presentato un piano. Ecco gli importi dei piani dei singoli Stati.

  • 10 febbraio 2022
    • Italia

      Osservatorio Pnrr: ecco i bandi in scadenza dei Comuni

      Calendario serrato per i bandi del Pnrr che interessano i Comuni. I temi dei bandi che scadono nei prossimi due mesi sono diversi: edilizia scolastica, potenziamento della gestione dei rifiuti, estensione di tempo pieno e mense, potenziamento delle infrastrutture per lo sport, attrattività dei borghi, efficienza energetica di cinema e teatri, valorizzazione di parchi e giardini storici.

  • 4 febbraio 2022
    • (IMAGOECONOMICA)

      Italia

      Osservatorio Pnrr: a che punto sono i 45 obiettivi da centrare per fine giugno

      Sono 45 gli obiettivi da centrare entro la fine di giugno per ottenere la seconda tranche di finanziamenti da 24,1 miliardi nell'ambito della realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ecco quanti sono stati centrati e lo stadio di avanzamento di quelli da centrare secondo le stime del Sole 24 Ore.

  • 1 febbraio 2022
    • Italia

      Pnrr, ecco le prossime scadenze: una dote da 64,3 miliardi di euro

      Subito dopo la rielezione al Colle di Sergio Mattarella il premier Mario Draghi accelera sul Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E chiede a tutti i ministeri di fare il punto sullo stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza. Palazzo Chigi ricorda le prossime tre scadenze previste per il completamento dei traguardi e degli obiettivi previsti dal piano per ogni tranche dei fondi. Ecco quali sono le prossime scadenze da rispettare per ricevere i fondi.

  • 22 dicembre 2021
    • (citizenside)

      Italia

      Pnrr, Draghi: "Raggiunti tutti i 51 obiettivi concordati con Ue"

      "Abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi concordati con la Commissione Ue". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella consueta conferenza stampa di fine anno. “Prevediamo che il rapporto tra debito/pil cominci a scendere già da quest’anno” ha detto Draghi. Il governo, ha aggiunto, “resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento, la sfida principale resta far aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo e risolvere le debolezze strutturali a partire dalle disuguaglianze”.

    • (AFP)

      Italia

      Appello Draghi a collaborazione, Pnrr è del Paese

      "Non legato a me". Asse con Mattarella per unita' e cautela Covid

  • 21 dicembre 2021
    • Italia

      Draghi: "Prima sfida è l'attuazione del Pnrr, piano per rilancio di tutto il Paese"

      “La prima sfida è l’attuazione del Pnrr. Nei prossimi cinque anni, dobbiamo investire 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri fondi per un totale di 235 miliardi di euro. Ci siamo impegnati a ridurre i divari, accelerare la transizione digitale ed ecologica, migliorare la scuola, la sanità e a riformare in modo profondo l’economia. Il Pnrr non è il piano di rilancio di questo governo. È il piano di tutto il Paese. Spetta a tutti - politici, funzionari, imprenditori, parti sociali - contribuire alla realizzazione in modo rapido, efficiente, onesto”. Lo dice il premier Mario Draghi alla conferenza degli Ambasciatori.

      Fonte: Agenzia VISTA / Alexander Jakhnagiev

  • 16 dicembre 2021
    • (IMAGOECONOMICA)

      Italia

      Malati rari: da rapporto Ossfor le proposte per uso fondi Pnrr

      Roma, 16 dic. (askanews) - Un fascicolo sanitario elettronico che includa piani terapeutici e accompagni per tutto il loro percorso i pazienti di malattie rare, l'utilizzo puntuale dei dati raccolti nei database regionali, la telemedicina, l'accelerazione e implementazione della ricerca sui farmaci orfani per le malattie rare: sono alcuni dei capisaldi individuati dal 5° Rapporto Annuale di Osservatorio Farmaci Orfani-Ossfor, per suggerire un'impostazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che tenga conto dei bisogni dei malati rari.

      L'analisi nata dalla collaborazione tra Osservatorio Malattie Rare-OMaR e il Centro per la Ricerca Economica Applicata alla Sanità (Crea Sanità) offre un quadro aggiornato dei consumi e dei costi effettivi dei farmaci orfani per il SSN e scatta una fotografia sulla situazione di questi pazienti, circa 400mila in Italia, anche alla luce dell'emergenza pandemica.

  • 10 dicembre 2021
    • (7146)

      Italia

      Pnrr, Giovannini: "Abbiamo veramente la possibilità di cambiare il nostro Paese"

      (LaPresse) - "Abbiamo bisogno di mettere a sistema non solo i fondi del Pnrr, non solo quelli del fondo complementare, ma anche il fondo Sviluppo e coesione che ha come centrale l'istituzione regionale, gli oltre 80 miliardi che arriveranno per i fondi ordinari, chiamiamoli così europei 2021 -2027 in cui le città hanno un ruolo particolare. Insomma abbiamo veramente la possibilità di cambiare il nostro Paese e proprio perché riteniamo che il Pnrr da solo non basti nel disegno di legge di bilancio abbiamo richiesto ulteriori 35 miliardi per infrastrutture, mobilità sostenibile e così via". Lo ha dichiarato all'Aquila, il ministro delle infrastrutture e della mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, nel Ridotto del Teatro comunale, in piazza del Teatro all'Aquila, nella tappa abruzzese ‘Italia Domani - Dialoghi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza’, ciclo di incontri promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri per comunicare con cittadini, imprese e amministrazioni locali, i contenuti e le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

    • (fabiomancino - Fotolia)

      Cultura

      Pnrr e patrimonio culturale, "Occasione preziosa per l'Italia"

      Roma, 10 dic. (askanews) - L'importanza del patrimonio culturale, compreso quello privato, per l'economia e la futura crescita economica; la necessità di cooperazione tra diversi gruppi per far funzionare il Pnrr, compreso il settore privato, la richiesta rivolta alle istituzioni nel tenere in considerazione il settore privato per la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale italiano. E' quanto emerso dall'evento di apertura della Luiss Cultural Heritage Initiative.

      "Il Pnrr - sottolinea Luciano Monti, Docente Luiss di Politiche Eu e Coordinatore Fondazione Bruno Visentini - presenta almeno quattro opportunità che possono trasformarsi anche in criticità: la prima è la dimensione economica straordinaria del nostro piano ma che presenta un possibile shock di offerta e una sorta di ingorgo presso la Pa chiamata a gestire moltissimi progetti. La seconda opportunità è l'impostazione nuova del Piano che è più legata all'impatto dei risultati e non tanto la spesa. Anche questa rischia di essere un fattore di resistenza a causa della mancata cultura in Italia di questo tipo di valutazione. La terza grande opportunità è sicuramente la trasversalità. Ma è anche una criticità essendo molto complesso monitorare l'effettiva applicazione di questi principi trasversali. Infine, la programmazione unica è una grande opportunità, la possibilità di contare sia sulle risorse del Pnrr che sulle risorse dei programmi operativi regionali. Anche qui il rischio è una sovrapposizione o una sorta di competizione".

      Il Pnrr mette i campo oltre 6,6 miliardi di euro per la valorizzazione del patrimonio storico. All'interno di questo c'è il piano borghi - attrattività dei piccoli centri abitati e 300 milioni sono per parchi e giardini storici. Il 29% delle risorse per l'occupazione e la formazione.

      "La grande questione per l'Italia - afferma Mark Thatcher, Docente Luiss di Public Policy - è come queste risorse saranno utilizzate. Utilizzarle vuol dire cooperazione fra diversi gruppi pubblici e privati ma anche entità a diversi livelli, territoriale, nazionale regionale, locale e anche coinvolgere il settore associativo". "La questione è come aiutare i diversi gruppi per mettere in capo progetti concreti, perché il Pnrr richiede progetti concreti che daranno risultati in futuro. Per l'Italia questa è un'opportunità unica, non deve sbagliare, deve investire bene per creare nuove opportunità per il Paese".

      L'Associazione dimore storiche italiane rappresenta oltre 4.500 soci in tutta Italia, per oltre 37mila immobili privati. Molti di questi beni sono anche Patrimonio Unesco. Nel complesso il 17% del patrimonio culturale italiano è di proprietà privata.

      La politica di valorizzazione e conservazione di questo patrimonio deve essere fatta coinvolgendo i privati.

      "Investire in questo patrimonio - sottolinea Giacomo di Thiene Presidente ADSI - significa investire nello sviluppo sostenibile del Paese, uno sviluppo a lungo termine, e sono in grado di dare lavoro alle prossime generazione e contribuire a ridurre disoccupazione giovanile oppure invertire la tendenza alla chiusura delle piccole imprese artigiane. È necessario che lo stato e le istituzioni utilizzino la capacità e la velocità di investimento dei privati per stimolare tutto il settore. I proprietari privati di immobili storici dovrebbero essere visti come piccole imprese culturali in grado di creare occupazione e lavoro".